Novità

10 Giugno 2016

Attenzione ai virus!!!

Faccio questo lavoro da molti anni oramai ma mi sono accorto che nell’ultimo periodo gli attacchi informatici sono aumentati parecchio, in passato ho sempre utilizzato antivirus free ( gratuiti ) che facevano sempre il loro modesto lavoro. Negli ultimi 12/18 mesi le chiamate da parte dei miei clienti e di molti nuovi, sono pressoché raddoppiate, anche sui miei pc in questo lasso di tempo ho avuto vari attacchi pur stando attendo, per tanto ho deciso di passare ad un antivirus a pagamento e non volendo spender soldi inutilmente mi sono bene informato su cosa acquistare e per ora sono molto soddisfatto. Riguardo gli antivirus a pagamento, vi suggerisco di fare attenzione a cosa scegliere perché ad esempio, la foto che vedete in questo post, l’ho scattata personalmente da un cliente ieri, il quale pur avendo un noto antivirus a pagamento installato, sosteneva che quest’ultimo non gli rilevava virus di nessun genere nonostante il suo pc dava evidenti segni di instabilità ( lentezza generale, apertura di pagine web indesiderate e difficoltà varie nel gestire il pc ), mi è bastato far girare un noto anti-malware per trovargli e rimuovergli migliaia di file infetti… Per farla breve statisticamente riscontro che 8/9 clienti […]
18 Aprile 2016

WhatsApp entro fine 2016 non funzionerà più su alcuni smartphone

“All’inizio di questa settimana WhatsApp ha compiuto sette anni(…) Ma gli anniversari sono anche l’occasione per guardare al passato.” Comincia così il post sul blog di WhatsApp che annuncia la fine del supporto ad alcune piattaforme mobili entro fine anno. Si tratta di: BlackBerry, incluso BlackBerry 10 Nokia S40 Nokia Symbian S60 Android 2.1 e Android 2.2 Windows Phone 7.1 “Quando abbiamo iniziato WhatsApp nel 2009, l’uso dei dispositivi mobili era molto diverso da quello di oggi. L’App Store di Apple aveva solo pochi mesi di vita. Circa il 70 per cento degli smartphone venduti all’epoca aveva i sistemi operativi offerti da BlackBerry e Nokia. I sistemi operativi mobili offerti da Google, Apple e Microsoft – che rappresentano il 99,5 per cento delle vendite odierne – erano allora presenti su meno del 25 per cento dei dispositivi mobili venduti.(…) Nel guardare avanti verso i nostri prossimi sette anni, vogliamo concentrare i nostri sforzi sulle piattaforme mobili che la stragrande maggioranza delle persone usa.” Sono queste le motivazioni che hanno spinto WhatsApp a prendere la decisione di non supportare più le piattaforme sopra citate. L’azienda continua nelle pagine del suo blog, suggerendo agli utenti di aggiornare a un nuovo Android, iPhone, […]
29 Dicembre 2015

Torna il virus dei Ray-Ban su Facebook. Ecco come difendersi

Promette occhiali a prezzi stracciati ma in realtà ruba i nostri contatti Puntuale come l’influenza, anche questo Natale il virus dei Ray-Ban continua a colpire. È dal 2012 che circola sulle nostre bacheche Facebook e nonostante si faccia di tutto per debellarlo, ogni inverno ritorna a farsi sentire contagiando chiunque lo clicchi. Tanti di noi si saranno accorti di questa oscura presenza sulla propria bacheca. Un invito proveniente da un amico avverte questa volta che sarebbe partita una fantomatica «Asta di beneficienza di Ray-Ban dell’Italia» promettendo «tutti gli occhiali per soli €19.99!». Grammatica a parte, è evidente la beffa anche dall’autore del testo, tale «L’istituzione di Ray Ban» che tra i due nomi del marchio non ha la classica linea ma un puntino. Fa tutto da solo Fatto sta che anche questa volta le vittime sono tante. L’infezione poi è rapida e indolore, la maggior parte di noi neanche si accorge di averla contratta se non viene avvertito dagli altri. Il malware infatti si appropria della nostra rubrica e inizia a diffondere gli inviti. Va da sé che la truffa non finisce qua. Oltre a cedere i nostri contatti e parte della nostra privacy a perfetti sconosciuti, il «virus degli […]
19 Novembre 2015

Chiavetta-pc di Google sul mercato

  Chromebit, la ‘chiavetta-pc’ di Google e Asus svelata ad aprile, debutta sul mercato di Stati Uniti e altri 11 Paesi tra i quali però non c’è l’Italia. Lo riporta il sito TechCrunch confermando il prezzo inizialmente trapelato: 85 dollari. Il dispositivo è in grado di trasformare qualsiasi televisore in un computer desktop. Chromebit al suo interno custodisce un vero e proprio computer con sistema operativo Chrome OS, con 2GB di RAM e 16GB di memoria di archiviazione, connessione WiFi e Bluetooth. Si collega al televisore tramite la presa Hdmi e ha anche una porta USB per periferiche esterne. Oltre agli Usa gli altri Paesi coinvolti dal lancio sono Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Taiwan e Regno Unito.
17 Novembre 2015

Sino a 10 core per le future cpu Enthusiast di Intel

Ci sono ben 10 core nelle future CPU Intel destinate ai sistemi desktop di classe enthusiast. Alcune indiscrezioni apparse online in questi giorni segnalano per il modello Core i7-6950X questo numero di core, abbinati a tecnologia HyperThreading per un totale di 20 threads che possono venir processati in parallelo. Per questo processore Intel utilizzerà architettura nota con il nome in codice di Broadwell-E, la stessa utilizzata per i processori della famiglia Xeon presenti sul mercato. E’ proprio questa vicinanza con le CPU Xeon che porta conferma a questa indiscrezione: i modelli Xeon basati su architettura Broadwell sono disponibili in versioni con 10 e più core. Le altre caratteristiche tecniche replicano quelle delle proposte Haswell-E attualmente sul mercato: controller memoria quad channel DDR4, controller PCI Express 3.0 sino a 40 linee, un totale di 25 Mbytes di cache L3 in abbinamento ai 10 core e possibilità di impostare manualmente il moltiplicatore di frequenza così da facilitare l’overclock. Stando a questa fonte il processore Core i7-6950X abbinerà 10 core ad una frequenza di clock di 3 GHz; per la CPU Core i7-6900K troveremo 8 core con clock di 3,3 GHz, mentre per i modelli Core i7-6850K e Core i7-6800K troveremo 6 core […]
4 Novembre 2015

Droni ed e-commerce sempre più a braccetto

Anche Wal-Mart chiede alla Federal Aviation Amministration l’autorizzazione a usare i droni per diverse attività, dalla consegna di merci alla gestione del magazzino. Ad essere impiegati, si legge nella richiesta riportata dal Wall Street Journal, sarebbero i velivoli della cinese Sz Dji, primo costruttore mondiale di droni. Il passo arriva due anni dopo l’annuncio di Amazon di un test per le consegne via drone, sperimentate anche da Google. Se i test di Amazon e di Google (ora Alphabet) si sono limitati al tragitto dai centri di distribuzione alle case dei clienti, Wal-Mart ipotizza anche impieghi più particolari. Tra questi, il recapito di merci alle auto degli acquirenti nei parcheggi e le consegne «di quartiere», con il drone che parte da un camion e raggiunge le varie abitazioni. La mossa fa parte della strategia di Wal-Mart, presente in Usa con 4.600 negozi, per allargarsi nel settore dell’e-commerce e far salire così gli acquisti. La compagnia prevede di investire 2 miliardi di dollari nel 2015 e 2016 per spingere le vendite online, in modo da potersi agganciare al boom degli specialisti del settore come Amazon.
3 Novembre 2015

Google Play Store sotto attacco di un malware avanzato

L’attacco ha avuto luogo in due diverse occasioni nello stesso mese: Agosto 2015. La cosa un po’ spaventosa è che gli utenti hanno scaricato il malware tra 100.000 e 500.000 volte,…
20 Luglio 2015

I vostri computer non sono sicuri

Marc Goodman è tra i più grandi esperti al mondo di sicurezza. Stratega globale, Futurologo dell’FBI, consulente dell’Interpol e docente di legge ed etica alla Singularity University, dove abbiamo assistito a una sua lezione al cardiopalmo. Il suo intervento è un concentrato di suspense, più avvincente di un thriller, ma quando realizzi che non sei al cinema, e che stai sentendo dalla massima autorità in materia che nessun computer è inviolabile, che si possono piratare i pacemaker e le serrature delle celle dei penitenziari, che Facebook viene hackerata 600.000 volte al giorno, ti si gela il sangue. «Siamo abituati a leggere notizie come queste sui giornali, ma in mezzo a tante altre, non ci danno l’idea della vastità del fenomeno. Non ci rendiamo conto che i cyber crimini stanno diventando sistemici», spiega. Ogni giorno tutti noi pompiamo in rete uno tsunami di informazioni, una marea continua di dati che possono essere usati a nostro vantaggio, ma anche contro di noi. Internet è fonte di immense opportunità, ma anche di rischi che è di importanza vitale conoscere. Goodman ha fondato un’organizzazione chiamata Future Crimes che riunisce un panel di futurologi impegnati a studiare e discutere gli effetti del progresso scientifico e […]
14 Luglio 2015

Torna il Commodore!

Torna il marchio Commodore, ma non si tratta di una operazione “nostalgia”. Due imprenditori italiani, Massimo Canigiani e Carlo Scattolini, hanno resuscitato lo storico marchio. Il dispositivo, un Android da 5,5 pollici, sarà disponibile online entro fine luglio. Il Commodore è stato il computer più venduto nella storia dell’ informatica, si calcola che ne furono prodotti più di venti milioni di esemplari nell’arco dei dieci anni. I primi computer Commodore datana 1977, quasi quarant’anni fa, e da fine degli anni Settanta erano già migliaia gli appassionati che giocavano sul Commodore Vic 20 e poi (dal 1982) sul Commodore 64 (nella foto, con i primi joystick, che ancora si trovano in vendita su eBay). Oggi la storia prosegue su smartphone. Ventun anni dopo la fine della produzione (se si eccettua un tentativo di rilancio intorno al 2010)
5 Luglio 2015

Tianhe-2: il computer più potente al mondo

Tianhe-2 non è un semplice computer. E’ cinese ed è il computer più potente al mondo. Il suo nome in cinese significa “Via Lattea”, ed è composto da oltre tre milioni di processori in grado di operare alla sbalorditiva velocità di 33.8 “petaflop” al secondo, che tradotto vuol dire 33.8 milioni di miliardi di operazioni al secondo.  E’ stato realizzato dall’Università statale per la Tecnologia della Difesa. Ha però un difetto, la difficoltà nell’uso. Dimentichiamoci le comode interfacce stile Windows/Apple/Android…